ebrei maledetti da JHWH holy

Terremoto: perché in Italia non si previene? 26.08.2016) Le scosse del terremoto che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto continuano e il numero delle vittime cresce vertiginosamente. Nel dolore straziante, dopo un ennesimo terremoto, la domanda è sempre quella: perché? Il 24 agosto, di notte è stata colpita al cuore l'Italia, i territori fra Lazio, Umbria e Marche sono stati investiti da un terremoto di magnitudo 6. Sono più di 200 le vittime, i numeri vengono aggiornati continuamente, tantissimi i bambini. © FOTO: CORPO FORESTALE DELLO STATO "Italia siamo con te!" la solidarietà dei russi corre sui social Tutto il Paese si è reimmerso nel terrore, mai completamente dimenticato dopo la strage di 7 anni fa a L'Aquila. Paura, morte, impotenza, ma anche solidarietà. Dalle prime ore dopo la strage, molti italiani in più regioni si sono messi in fila per donare il sangue. Condoglianze e proposte di aiuto arrivano anche dall'estero. Il presidente Putin ha espresso la sua vicinanza al "popolo amico italiano", mettendo a disposizione le forze russe per affrontare le conseguenze del terremoto. Si sa, l'Italia è un Paese a rischio sismico. Si sa, in zone sismiche occorre rinforzare gli edifici perché non crollino con le scosse dei terremoti. Sorge sempre la stessa domanda allora: perché non si previene? Che cosa si aspetta, quante vite devono ancora essere spezzate? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Andrea Tertulliani, sismologo e primo ricercatore dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). — Il terremoto è avvenuto in una zona altamente sismica. La cosa che ci si chiede sempre dopo queste tragedie: si poteva prevenire? E in generale è possibile prevedere un terremoto? — Un terremoto non si può prevedere, sapere prima quello che succederà non è possibile in questo campo. Si può invece prevenire costruendo adeguatamente in modo antisismico. L'unica prevenzione è quella di costruire edifici che resistano alle scosse di terremoto. — L'Italia tutta ha più zone a rischio sismico. Si fa abbastanza in prevenzione a suo avviso? — L'Italia è in ritardo in questo campo, ci sono molte aree nel Paese che pur essendo sismiche, hanno costruzioni antiche dovute al patrimonio storico, è tipico per il nostro Paese. I terremoti spesso avvengono nelle zone montuose, dove vi sono piccoli centri. Sono luoghi difficili da adeguare. — Per quanto riguarda gli edifici vecchi, si può fare qualcosa, renderli antisismici? © SPUTNIK. MICHAEL KLIMENTYEV Putin esprime cordoglio all'Italia per le vittime del terremoto — Certo! Si può intervenire per rendere più resistenti le costruzioni vecchie. Questo ha un costo che evidentemente non tutti riescono a sopportare. Con pochi accorgimenti anche una casa di pietra potrebbe essere messa in condizioni adeguate per non farla almeno crollare sugli abitanti. In Italia su questo piano si fa ancora molto poco. — Quali sono le misure da prendere in primis? — Innanzitutto bisogna far osservare la norma, che in Italia c'è. Si tratta delle norme antisismiche. Tutto il nuovo deve essere costruito in una determinata maniera, purtroppo non si può obbligare il vecchio ad essere adeguato. Andrebbe fatta un'importante opera di educazione della popolazione, in maniera che chiunque fosse consapevole della propria casa: se non adeguatamente rinforzata potrebbe cadere, perché si trova in una zona sismica. — Questo è un tema che dovrebbe essere all'ordine del giorno sempre, non basta parlarne solo dopo queste stragi. Possiamo dire che siamo di fronte ad un problema culturale più ampio? — Esattamente, in Italia purtroppo siamo abituati ad affrontare le emergenze quando avvengono e a non essere pronti a prevenire con delle politiche di ampio respiro, che sicuramente gioverebbero ad un Paese sismico come il nostro.
http://it.sputniknews.com/opinioni/20160825/3302142/italia-terremoto.html


Aumentano gli attacchi hacker alla Russia da parte della Cina 26.08.2016 il numero di attacchi hacker di origine cinese a obiettivi russi nel settore della difesa, dell’energia nucleare e dell’aviazione nel primo semestre 2016 sono più che raddoppiati. Lo ha raccontato a Bloomberg l’esperto della Kaspersky Lab Alexandr Gostev. Secondo lo specialista, in tutto il 2015 sono stati registrati soltanto 72 attacchi. I colleghi dell'esperto russo dell'azienda californiana Proofpoint hanno evidenziato pure la crescita dell'interesse per la Russia da parte degli hacker cinesi. Stanto ai dati della Kaspersky Lab, i programmi cinesi usati contro la Russia includono oltre 50 famiglie di virus troyan, vittime dei quali nel 2016 sono state 35 aziende e ministeri. Gostev ha rivelato che tra questi figurano sette aziende del settore della difesa specializzate nella produzione di missili, radar e tecnologie di navigazione; cinque ministeri; quattro compagnie aeree e due organizzazione del settore dell'energia nucleare. L'esperto ritiene che il numero delle violazioni potrebbe essere addirittura più alto, in quanto soltanto il 10% dei clienti della Kaspersky Lab comunicano i dati riguardanti gli attacchi hacker. "In pratica tutte le entità dell'industria bellica russa in un modo o nell'altro negli ultimi anni hanno subito un attacco da parte dei gruppi cinesi" e hanno "palesemente" perso informazioni, ha aggiunto Gostev.
http://it.sputniknews.com/mondo/20160826/3305364/hacker-attacchi-russia-cina.html


Sharia Dhimmi Schiavo AKBAR ] [ gli ebrei sono stati maledetti da JHWH holy, e quindi sono condannati a non avere mai una loro Patria? MA, ONESTAMENTE, quei depravati di Neurei Karta dicono così, ma, IO NON HO MAI SENTITO JHWH di dire COSÌ! Anzi, un principio teologico Biblico: JHWH non ha mai maledetto nessuno, perché, odio non può essere in lui! Così alcune espressioni bibliche, devono essere depennate e altre devono meglio essere comprese, Poi, SPA FED FMI BM NWO FARISEI sono diventati Talmud ENLIGHTENED ed hanno portato a SATANA tutto il GENERE UMANO! cosa ci abbiamo guadagnato a non dare una Patria agli ebrei? quindi, ecco perché, noi stiamo tutti per morire nella guerra mondiale: perché è Marduk Murdoch Baal che deve trionfare. Quindi, se, noi affermiamo il concetto che ogni popolo deve avere una sua Patria, poi, dando una Patria agli ebrei, poi, la dobbiamo dare anche ai Curdi una loro patria! non c'é qualcuno a cui noi possiamo negare una sua Patria!] [ Accordo tra Russia, Siria, Turchia e Iran: a rimetterci sono i curdi © AFP 2016/ DELIL SOULEIMAN OPINIONI 14:10 26.08.2016(aggiornato 15:32 26.08.2016) URL abbreviato Mario Sommossa 018810 Non sappiamo fino a che punto potrà spingersi né quanto e se durerà l’accordo della Turchia con la Russia, l’Iran e il governo di Damasco. Ciò che, invece, appare chiaro è che chi potrà rimetterci saranno, ben presto, i curdi di Siria. Ai russi non creerebbero alcun problema e avevano perfino favorito che aprissero un loro ufficio di rappresentanza a Mosca: anche loro, come gli americani, avevano contato sui Peshmerga siriani per la guerra contro gli integralisti dell'ISIS.  Non li vedono però allo stesso modo tutti gli altri tre soggetti. © REUTERS/ KAYHAN OZER Turchia, Erdogan rivela gli obiettivi dell'operazione militare in Siria I turchi, già da tempo, hanno identificato le Unità di Protezione del Popolo Curdo (YPG), cioè le forze combattenti del partito curdo-siriano PYD, come una emanazione del PKK e quindi li considerano un gruppo terrorista. Anche recentemente hanno bombardato con l'artiglieria uno dei loro villaggi in territorio siriano perché' guardano con sospetto ogni successo militare e ogni nuova conquista di territorio. Ciò che Ankara teme è che l'avanzata dell'YPG e il suo installarsi nelle zone conquistate sia la premessa per la futura rivendicazione di una nuova Regione Autonoma curda o, addirittura, di uno staterello indipendente. Dal loro punto di vista, tale ipotesi è giudicata particolarmente pericolosa perché una seconda entità curda ai propri confini non potrebbe che aumentare le rivendicazioni dei curdi di Turchia, fino ad incoraggiarli verso una possibile secessione. Non a caso, il supporto americano con aiuti in armi e logistica alle forze curde costituisce oggi la principale ragione del dissidio tra Turchia e Stati Uniti. Almeno quanto lo è la questione dell'estradizione di Fetullah Gulen. Il cambio dell'atteggiamento russo verso i curdi, anche se niente a tale proposito è stato ufficialmente comunicato dopo l'incontro di Erdogan con Putin a San Pietroburgo, è certamente stato una delle condizioni richieste da Ankara per la finalizzazione dell'accordo tra i due Paesi. L'Iran ha lo stesso timore nei confronti del successo dei curdi sui campi di battaglia perché, soprattutto considerando il riavvampare della guerriglia curda nel nord dell'Iran, la nascita di una realtà curda in Siria che si aggiungerebbe a quella già esistente in Iraq complicherebbe di molto il rapporto di Teheran con questa sua minoranza etnica. © REUTERS/ SANA Crisi Siria, Assad rivela: Occidente tratta in segreto con Damasco Il governo di Damasco si trova in una posizione ancora più complessa. Sin dagli albori della guerra civile, i curdi han tenuto verso il governo centrale un atteggiamento di semi neutralità e davanti all'avanzata dell'ISIS o d'altri gruppi confessionali vi si sono opposti creando una loro milizia che ben presto è passata all'offensiva. Ciò aveva consentito alle forze lealiste di disimpegnare uomini e mezzi dalle aree curde per concentrarle in azioni mirate contro tutte le altre bande ribelli. Da Kobane in poi, l'avanzata dell'YPG verso ovest e la loro conquista di numerosi villaggi occupati precedentemente dall'ISIS è stata vista con favore dal governo di Assad, almeno fino a quando l'aiuto dell'aviazione russa e la conseguente prospettiva della sconfitta dello Stato Islamico ha obbligato a far pensare al dopo. L'eliminazione dell'ISIS e l'evidente ridimensionamento di al Nusra e delle altre forze ribelli lascia intravedere un futuro che confermi il permanere al potere dell'attuale oligarchia alawita (che Assad personalmente resti o no e, se sì, per quanto tempo, è fattore secondario), e l'accordo di Ankara con Mosca e Teheran lo rende praticamente una certezza.   © SPUTNIK. ARABIC Iraq, unità armate di donne Yazidi in lotta contro il Daesh. FOTO e VIDEO È però evidente che, anche una volta sconfitti gli insorti, i curdi non hanno alcuna intenzione di ritirarsi dalle zone conquistate e questo significherebbe il venir meno della totale sovranità di Damasco su tutto il suo territorio. È proprio per questo motivo, cioè per fermare l'avanzata curda, che i Turchi sono intervenuti direttamente con la loro aviazione su Jarabulus e i siriani hanno mandato la propria contro la provincia di Al Hasaka, già occupata dall'YPG. L'obiettivo di entrambi, in questo caso, non era più lo sconfiggere i fanatici islamici ma impedire l'espandersi del controllo curdo. Il problema di Damasco, tuttavia, è che, almeno per ora, una totale rottura con i Peshmerga nuocerebbe alla possibile riconquista di Aleppo da parte dei lealisti. Dopo la conquista di Mani, i curdi sono avanzati verso Aleppo e la loro presenza in quella zona è attualmente indispensabile per impegnare le forze dello Stato Islamico distraendone una parte dalla battaglia principale. Se il sostegno curdo venisse meno troppo presto, tutto diventerebbe molto più complicato per l'esito della guerra. Attorno ad Aleppo, per la sua importanza strategica e simbolica, si è scatenata la battaglia delle battaglie ed il contributo curdo in questo confronto è ritenuto indispensabile sia dai russi che dalle truppe di al Assad. Anche gli americani, dal canto loro, continuano ad usare le forze curde come fossero la loro forza di terra ma anch'essi, considerata la situazione attuale nel medio oriente, non potranno certo favorire le future rivendicazioni autonomiste. © AP PHOTO/ HUSSEIN MALLA Siria, deputato invita i curdi a cooperare con forze Damasco e Russia L'ultimo soggetto maggiormente coinvolto nella complicatissima situazione è il Governo Regionale Curdo di Erbil, oggi dominato dal PDK di Barzani.  Prima dello scoppio del conflitto questa Regione ha avuto uno sviluppo economico e sociale formidabile e ciò è stato possibile anche dalla lungimiranza dei suoi politici che hanno visto nella Turchia una sponda per contrastare l'invadenza di Baghdad e un canale di transito, l'unico possibile, per le merci (tra cui gas e petrolio) in entrata e in uscita. Barzani si è recato in questi giorni a Ankara per incontrare Erdogan, il Primo Ministro e il Ministro degli esteri e non vi è certo andato per perorare la causa dei curdi di Siria. I curdo-iracheni han troppo bisogno, oggi, della Turchia per mettersela contro e non c'è da aspettarsi che PYD e YPG possano contare su un loro sostegno. Occorre aggiungere che, per motivi politici interni, Barzani ha annunciato un referendum consultivo sull'indipendenza da Baghdad e ha bisogno di tranquillizzare i turchi mostrando la sua disponibilità a collaborare. Il risultato di tutti questi intrecci è che i conflitti non finiranno anche qualora l'ISIS fosse definitivamente sconfitto. Immediatamente, se non addirittura prima, si aprirà il problema di cosa fare con i curdi di Siria e non è detto che sarà possibile trovare una soluzione pacifica. Una volta di più, dovremo convincerci che in Medio oriente nulla è dato una volta per tutte e che perfino la differenza tra amici e nemici resta sempre confusa ed aleatoria. http://it.sputniknews.com/opinioni/20160826/3306826/siria-turchia-curdi.html







 

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Il ministro della Difesa austriaco Hans-Peter Doskozil ha definito “irresponsabile” la politica migratoria della Merkel e ha affermato che l’Austria non è la “sala d’attesa” della Germania.

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Non sappiamo fino a che punto potrà spingersi né quanto e se durerà l’accordo della Turchia con la Russia, l’Iran e il governo di Damasco. Ciò che, invece, appare chiaro è che chi potrà rimetterci saranno, ben presto, i curdi di Siria.
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Il numero di attacchi hacker di origine cinese a obiettivi russi nel settore della difesa, dell’energia nucleare e dell’aviazione nel primo semestre 2016 sono più che raddoppiati.

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Gli USA confidano che la Russia rispetti gli impegni presi con i paesi vicini in relazione all’annuncio di una verifica estemporanea dell’efficienza di combattimento della sue forze armate.

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Oltre 15 imbarcazioni della flotta russa del Mar Nero e più di dieci unità navali della flotta del Mar Caspio hanno preso il largo nel quadro di un’estemporanea verifica dell’efficienza di combattimento.

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15:10Nuovo missile per i bombardieri russi 14:29Austria, il ministro della Difesa contro la politica migratoria della Merkel 13:45Aumentano gli attacchi hacker alla Russia da parte della Cina 13:03Il Pentagono commenta l’esercitazione a sorpresa della Marina militare russa 12:21Churkin: approccio comune Usa-Russia su impiego armi chimiche

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15:10 26.08.20161195 Nuovo missile per i bombardieri russi Il bombardiere Tupolev Tu-22M dell’Aeronautica militare russa sarà presto equipaggiato con i missili da crociera supersonici X-32. Lo riporta il quotidiano Izvestiya. 14:29 26.08.2016 0131 Austria, il ministro della Difesa contro la politica migratoria della Merkel Il ministro della Difesa austriaco Hans-Peter Doskozil ha definito “irresponsabile” la politica migratoria della Merkel e ha affermato che l’Austria non è la “sala d’attesa” della Germania. 13:45 26.08.20168508 Aumentano gli attacchi hacker alla Russia da parte della Cina Il numero di attacchi hacker di origine cinese a obiettivi russi nel settore della difesa, dell’energia nucleare e dell’aviazione nel primo semestre 2016 sono più che raddoppiati. Lo ha raccontato a Bloomberg l’esperto della Kaspersky Lab Alexandr Gostev. 13:03 26.08.201631153 Il Pentagono commenta l’esercitazione a sorpresa della Marina militare russa Gli USA confidano che la Russia rispetti gli impegni presi con i paesi vicini in relazione all’annuncio di una verifica estemporanea dell’efficienza di combattimento della sue forze armate. Lo ha dichiarato a RIA Novosti il portavoce ufficiale del Pentagono Michelle Baldanza. 12:21 26.08.2016 0221 Churkin: approccio comune Usa-Russia su impiego armi chimiche Così oggi l’inviato russo alle Nazioni unite dopo la diffusione del rapporto sull’utilizzo di armamenti chimici nel conflitto siriano nel 2014 e 2015. 11:09 26.08.201621177 Russia, esercitazione a sorpresa per la Marina militare Oltre 15 imbarcazioni della flotta russa del Mar Nero e più di dieci unità navali della flotta del Mar Caspio hanno preso il largo nel quadro di un’estemporanea verifica dell’efficienza di combattimento. Lo ha reso noto il dipartimento informazioni e comunicazioni del ministero della Difesa russo. 10:30 26.08.2016 0151 Cina, diagnosticato il primo caso di Zika a Hong Kong Si tratta di una donna di 38 anni che potrebbe aver contratto il virus durante un viaggio ai Caraibi. Le sue condizioni sono stabili. 10:02 26.08.20165231 Onu: Pronti a fornire aiuti ad Aleppo, aspettiamo risposta su tregua L'inviato speciale de Mistura: "La Russia ha già detto 'sì', attendiamo un messaggio dalle altre fazioni". 09:36 26.08.20169485 Siria, incontro Kerry-Lavrov su coordinamento contrasto al terrorismo Durante l'incontro, il ministro degli Esteri russo e il segretario di stato americano discuteranno della crisi in Siria e delle prospettive di una piena cooperazione Russia-Usa nella lotta al terrore. 21:25 25.08.201631692 Germania, possibile ritiro degli aerei e del personale dalla base turca di Incirlik Le forze armate tedesche si preparano al possibile ritiro dei velivoli e del personale dalla base aerea di Incirlik in Turchia. Lo ha reso noto il quotidiano Der Spiegel. Questa decisione è dettata dal fatto che Ankara si rifiuta di di far ispezionare la base alle autorità tedesche. 20:48 25.08.20164710 Ancora nessun contatto tra Poroshenko e Putin Il presidente ucraino Petro Poroshenko e la sua amministrazione non si sono ancora messi in contatto con il presidente Putin o i rappresentanti della Crimea dopo la diffusione della notizia della preparazione degli attentati terroristici in Crimea. Lo ha reso noto oggi il quotidiano online Apostrof. 20:28 25.08.20164951 Turchia, il capo di stato maggiore russo domani ad Ankara La visita del generale Valery Gerasimov, non confermata dal ministero della Difesa russo, farebbe parte del lavoro di riconciliazione dopo la crisi diplomatica seguita all’abbattimento dell’Su-24 russo da parte della Turchia 20:09 25.08.201651001 Russia, il ministero degli Esteri commenta piani USA-Corea del Sud La decisione degli USA di piazzare degli elementi di difesa missilistica in Corea del Sud complica la situazione nella regione e va oltre il limite del contenimento della Corea del Nord. Lo ha dichiarato il portavoce ufficiale del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. 19:37 25.08.2016152264 Imbarcazioni militari iraniane avvicinano nave da guerra americana Quattro piccole imbarcazioni militari dei Pasdaran iraniani si sono avvicinati a meno di 275 metri da una torpediniera statunitense nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto l’agenzia Reuters, citando una fonte del Pentagono.

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